Sogno

Sogno.

Il tuo sorriso, la sorpresa di vederti, e gli occhi che non riescono a guardarti per più di un secondo senza dover chiudere le palpebre, come a fotografare la tua immagine con l’iride e mantenerla lì, al buio, ancora un attimo. E poi riaprirli, e dissetarmi del tuo viso, e ancora l’oscurità a custodire i tuoi colori.

Il tuo braccio intorno a me, toccare i muscoli in una realtà astratta e sentirli concreti come non mai, percepire il calore del tuo corpo diventare tutt’uno con il mio, ritrovarsi sulla stessa frequenza d’onda e non averci neppure provato. Semplice, spontaneo, istintivo.

La tua bocca sulla mia, un bacio così desiderato finalmente arrivato, i tuoi capelli sotto i miei polpastrelli, il tuo torace contro di me, e l’estasi pervade la mente profondamente addormentata e sveglia, sveglissima, allo stesso tempo.

Oh, sei entrato senza bussare nei miei sogni, lasciandomi senza fiato. Non voglio più emergere dalla meraviglia onirica, voglio assaporare il tuo gusto una, dieci, cento, mille volte e non svegliarmi se non accanto a te.

Sogno.

Pioggia che volteggia

Gocce di Pioggia

Goccia goccia goccia.

Gocciagoccia goccia goccia gocciagocciagoccia.

Goccia.

Gocciagoccia.

Frammenti umidi di cielo precipitano sul mio lucernario ed io, con una tisana alla menta ormai fredda tra le mani, ho spento la musica per ascoltare le gocce che cadono sul vetro.

Le ho sempre trovate incredibilmente dolci, piacevoli da ascoltare, come una serenata notturna sussurrata nelle tue orecchie dall’amante che canta il suo amore per te in un sospiro. O una ninna nanna intonata piano da una madre, dove ogni parola è puro affetto e ha sapore di bacio.

Melodia liquida, linfa scrosciante, pioggia che volteggia.

Appoggio la tazza, riempio i polmoni d’aria, chiudo gli occhi e mi lascio cullare dall’armonia della pioggia che balla un lento con la finestra.

Uomo

Uomo!

Non lasciarmi andare via.

Uomo!

Rincorrimi sotto la pioggia.

Uomo!

Rincorrimi sotto questa fottuta pioggia.

Prendimi il braccio, ferma la mia camminata furiosa, incatena i miei occhi ai tuoi.

Non lasciarmi andare via.

Prendi me, sotto la pioggia, senza ombrello, i nostri pensieri liberi di fluttuare oltre le gocce che scendono sopra di noi. Pensieri di odio e disperazione trasformati in speranza. Speranza sotto il cielo che piange.

Uomo!

Non farmi arrivare alla porta di casa. Non farmi tirare fuori le chiavi. Non farmele infilare nella toppa. Non lasciare che il diluvio entri nel mio palazzo e si faccia strada sulle mie gote, inondando gli scalini di pietra, uno ad uno.

Uomo, ti prego.

Non lasciarmi andare via.