I capricci della luna

Ti trema il petto, il fiato manca per un istante lunghissimo e la prima lacrima è sul punto di spuntare dagli occhi già umidi. Provi un dolore strano che ti sale su per la gola e ti fa smettere di respirare, ma ti stai commuovendo per qualcosa di bello e allora guardi il film dietro ad un velo appannato e ti chiedi perché piango in questo attimo di gioia assoluta dove non c’è posto per il dolore, ma solo per l’amore e la felicità e la bellezza e lo stupore e il senso di meraviglia e la vita.

E tu piangi, ma poi sorridi e smetti, però la scena dopo è ancora più bella, e allora ecco di nuovo il torace che vibra, le labbra che tremano tutte e quella prima ma già seconda lacrima che scende sulla gota arrossata e rigata dal sale del tuo pianto. Un altro sorriso, un momento di stasi, e ancora la commozione ti prende come una marea che sale e scende in preda ai capricci della luna e non capisci perché ma non c’è tempo per le domande ora, solo il dolore sordo che parte dal petto e spinge le lacrime su, su, su.

Sei felice ma piangi e non capirai mai il motivo, forse è soltanto la paura di non provare mai le emozioni edulcorate dei film, o forse il dolore di una cosa che era tanto simile a quello che stai vedendo ma poi hai perso durante quel percorso ad ostacoli chiamato vita, forse la speranza malinconica di sentirsi come nella pellicola prima o poi, o forse l’invidia inconscia di tanta felicità che pensi di non meritare.

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