Sogno

Sogno.

Il tuo sorriso, la sorpresa di vederti, e gli occhi che non riescono a guardarti per più di un secondo senza dover chiudere le palpebre, come a fotografare la tua immagine con l’iride e mantenerla lì, al buio, ancora un attimo. E poi riaprirli, e dissetarmi del tuo viso, e ancora l’oscurità a custodire i tuoi colori.

Il tuo braccio intorno a me, toccare i muscoli in una realtà astratta e sentirli concreti come non mai, percepire il calore del tuo corpo diventare tutt’uno con il mio, ritrovarsi sulla stessa frequenza d’onda e non averci neppure provato. Semplice, spontaneo, istintivo.

La tua bocca sulla mia, un bacio così desiderato finalmente arrivato, i tuoi capelli sotto i miei polpastrelli, il tuo torace contro di me, e l’estasi pervade la mente profondamente addormentata e sveglia, sveglissima, allo stesso tempo.

Oh, sei entrato senza bussare nei miei sogni, lasciandomi senza fiato. Non voglio più emergere dalla meraviglia onirica, voglio assaporare il tuo gusto una, dieci, cento, mille volte e non svegliarmi se non accanto a te.

Sogno.

Bocca di miele

Sogno.

Atmosfere di baci, corpi, tocchi. Atmosfere di incredulità ricoperte di miele sgocciolante.

Allora mi ami!

Bocca su bocca, desiderio, cuore che scoppia al rallentatore, movimenti attenuati nella fluidità onirica, e tu sei finalmente mio.

Allora mi ami!

Utopie dal sapore di realtà si fondono a immagini di pura illusione. Tu, io, pelle bollente abbacinante nella sua impazienza.

Allora mi ami!

Quando apro gli occhi il tuo viso si dissolve in filamenti di luce mattutina. Ma non c’è amarezza nella mia bocca. Solo un sorriso e un ricordo di miele.

Bocca di miele

Cibarsi di parole

Cibarsi di parole, assaporarne il gusto sulla lingua, nutrire il cervello. E leggere di vite altrui, di pensieri, di fantasia, di amore, di paura. Leggere, leggere fino a scoppiare, fare indigestione di lettere, non riuscire a fermarsi, arrivare senza fiato al punto finale.

Ridere, piangere, amare, odiare, provare mille emozioni, e ancora lasciarsi trasportare da quelle parole in mondi ignoti e paralleli, continuando a divorare sillaba dopo sillaba.

Parole; l’unica cosa di cui mi abbufferei ad oltranza. Altro che cioccolato.